Accorciare le distanze

Accorciare le distanze

Isolamento. Ecco una parola che potrebbe benissimo racchiudere tutto ciò che è stato il 2020 fin ora.

Ma in tutto questo, nello stare in casa, chiusi e privati della possibilità di uscire, di andare al lavoro o semplicemente di farsi una passeggiata, sono nati momenti di condivisione ed atti di generosità che mai ci saremmo aspettati.

Le parole di uno dei primissimi hastag lanciato ad inizio quarantena, #andràtuttobene, sono state protagoniste di meravigliosi striscioni arcobaleno dipinti spesso dai più piccoli con i loro genitori e poi appesi alle finestre o sui balconi delle case di tutta Italia.

I cori con canzoni italiane di ieri e di oggi che molte sere hanno animato quartieri interi ci hanno tenuto compagnia e dato la forza per continuare a credere che questo isolamento prima o poi sarà solo un ricordo.

Grazie a questo distanziamento forzato dai nostri affetti in questi mesi si è avviato un processo che vede le piattaforme social come strumenti per accorciare le distanze.

La tecnologia ed i social spesso giudicati negativamente, ora hanno assunto un ruolo fondamentale nelle nostre vite, nelle nostre interazioni umane.

Sono nati hastag e challenge che ci hanno accompagnati ed uniti, come #iorestoacasa e #italianonsiferma e ancora #RiprendiAMOfiato, quest’ultimo lanciato da Luciana Litinzetto.

Alcune tra le sfide lanciate sui social sono state: la pillow challenge, la quale consisteva nel creare un look “indossando” un cuscino; la black and white challenge in cui si doveva postare una foto di se stessi in bianco e nero e taggare amici ed amiche che avrebbero dovuto poi fare lo stesso, e come queste moltissime altre.

 

 

Ci siamo abituati a darci appuntamenti su piattaforme come instagram, skype, whatsapp, o zoom, spesso indossando una tuta o il pigiama; abbiamo imparato a stare a casa davvero, a vivere una quotidianità diversa quella alla quale eravamo abituati, a restringere i nostri spazi e ad allargare in nostri orizzonti.

 

Sono moltissimi poi gli aiuti arrivati dal mondo dello spettacolo e dai/dalle protagonist* del web come la crowfunding creata da Chiara Ferragni e Fedez per la terapia intensiva del San Raffele di Milano donando loro stessi per primi 100 mila euro.

 

Armani ha donato un milione e 250 mila euro agli ospedali Sacco, Spalanzani, San Raffele, istituti dei Tumori di Milano ed alla protezione civile.

                  

 

Brand come Yamamay, Carpisa e Grace Manila hanno deciso di devolvere una parte del loro guadagno sulle vendite ad enti bisognosi.

Dalla scena internazionale vediamo David Beckham, Elton John, Emma Watson e molte altre star unite contro la lotta contro questo nemico invisibile, le quali hanno aderito allo slogan #Istayhomefor, per ricordare che il nostro isolamento temporaneo è un mezzo per salvare non solo la nostra vita, ma anche quella dei nostri affetti.

Sappiamo tutti che questo tempo di isolamento nessuno di noi potrà mai dimenticarlo, la speranza è che non vengano mai dimenticati nemmeno gli appuntamenti sui balconi, le videochiamate alla nonna, i piatti cucinati insieme e tutti quei piccoli pezzi di vita che siamo riusciti a tenerci stretti anche in mezzo al caos.