MODA E PERSONALITA'

MODA E PERSONALITA'

Perché indossi ciò che indossi?

Sapevi che attraverso la forma di un abito, i suoi colori, la sua vestibilità, le dimensioni di un cappello, l’altezza di un tacco, la fantasia di un tessuto, possiamo trovare una chiave di lettura alla conoscenza di noi stessi e degli altri? Ma come? Utilizzando le leggi della percezione sensoriale! Hai mai fatto caso che, a prescindere dai trend del momento, dai brand di tendenza e da cosa indossano gli influencer, ci sono dei vestiti in cui ti senti “PIU’ TU”? I pezzi “PIU’ TU” sono quelli che indossi maggiormente e i marchi che li creano sono quelli da cui torni ad acquistare.

La psicologia della moda esamina il “perché indossiamo ciò che indossiamo”, ovvero analizza il motivo per cui gli individui privilegiano alcuni capi rispetto ad altri. Questi studi hanno portato a sostenere che il proprio stile personale non è casuale, la diversità di gusto è conseguenza naturale dei nostri bisogni interiori. Dopo ripetute osservazioni è stato constatato che molte persone, vestite in modo simile, hanno una mentalità, un atteggiamento conforme e analogo. Questo determina l’esistenza di un rapporto tra PERSONALITA’ E MODA.

Tutti ogni giorno facciamo scelte estetiche; abiti e accessori dialogano di noi con gli altri, come se fossero una seconda pelle, un’interfaccia con gli altri, una barriera di difesa.

Gran parte della psicologia della moda si concentra sulle diverse impressioni che vogliamo dare di noi. I vari sé sono il frutto delle esperienze vissute in diverse situazioni di vita, nei ruoli sociali che ricopriamo e nelle relazioni interpersonali che ci interessano. Per ricomporre la complessità delle nostre mille sfaccettature in un insieme coerente, si può considerare l’abbigliamento come un mezzo per dare espressione dei vari sé. Perciò il guardaroba può darci un grande aiuto come contenitore e ordinatore. Si può affermare che l’armadio ci permette di costruire un quadro d’insieme, che ci conduce ad una continua scoperta di noi stessi. Inoltre, abiti e accessori possono essere considerati come un’estensione del sé che ci permette di portare all’esterno ciò che sentiamo dentro, ci permette di trasmettere alcuni aspetti e coprirne altri, manipolando la nostra immagine per avvicinarla al nostro ideale.

Anche la percezione dei colori è importante, dietro alla scelta dei colori non c’è solo l’influenza del sistema moda o di fonti autorevoli, ma ci sono anche le caratteristiche di personalità, i conflitti intrapsichici e le motivazioni. Famosi gli studi che ci spiegano come indossare il rosso ci faccia apparire più attraenti. Infatti quest’ultimi hanno dimostrato che fissando il colore rosso si produce “un effetto decisamente stimolante del sistema nervoso, aumentando la pressione arteriosa, la frequenza respiratoria e cardiaca. Il rosso è dunque un eccitante del sistema nervoso”. Oppure come indossare un maglione di cashmere avorio ci faccia sembrare molto più innocenti.

Una recente ricerca sugli uomini di potere ripresa dal libro di Paola Pizza, mostra come questi ultimi tendono a mantenere con costanza un look che li contraddistingue, come ad esempio le camicie bianche dell’ex premier Matteo Renzi, un elemento essenziale della sua identità. La camicia bianca nella sua origine ci richiama la camiciola usata come veste dei bambini, fa apparire aperti, disponibili, schietti e leggeri, trasmettendo spontaneità, immediatezza e semplicità. A differenza della giacca, che simboleggia la corazza per difendersi dagli attacchi, la camicia fa apparire informali, raggiungibili e non difesi dagli altri.

L’obiettivo dunque della psicologia della moda è quello di rendere consapevoli gli individui di cosa si comunica attraverso abiti e accessori e come attraverso l’acquisto dei prodotti di moda si dia all’individuo l’opportunità di crearsi un proprio stile che dipenderà sempre dall’umore, dai sentimenti, dalla situazione storico sociale ma lo indirizzerà verso un ipotetico cambiamento, che gli permetterà di aumentare l’autostima, di avere una visione più positiva di sé, partendo proprio dall’esterno, ovvero dagli abiti, per poi giungere attraverso il significato di quest’ultimi agli aspetti più profondi del sé.

 

Marina Bernik