TIE-DYE

TIE-DYE

Una moda? Uno stile di vita? Un messaggio da lanciare? Forse tutte tre le cose, questa è la stampa tie-dye.

È una tecnica che tutti noi conosciamo e quasi certamente abbiamo utilizzato da piccoli per decorare, in modo originale, qualche vecchia maglia e renderla unica semplicemente legandola con uno o più nodi ed immergendola in una tintura.

È stata una macro tendenza distintiva che entrò in scena negli anni ’60 e rimase viva sino agli anni ’90, ed è tornata da qualche anno sulle passerelle di tutto il mondo, ed in particolare quest’anno è riuscita ad arrivare il cuore di molti di noi, la vediamo indossata da celebrities come Chira Ferragni, Bella Hadid, Beyoncè, Justin Bieber, solo per citarne alcuni.

È stata proposta negli ultimi anni nelle collezioni spring/summer da brand come Michael Kors, Chenael, Msgm e Roberto cavalli e molti altri, in versioni sempre più originali: chi con la più conosciuta stampa psichedelica, chi con diverse fasce di colore le quali degradano cromaticamente tra loro, c’è anche chi ha utilizzato questa tecnica come sfondo per stampe di diverso genere.

 

Il tie-dye è uno dei principali segni caratteristici di quello che viene spesso definito come stile hippie (o hippy) il quale nacque negli anni ’60 e diffonde ancora oggi, in una miriade di forme diverse, un messaggio di distinzione culturale e religiosa attraverso festival (come Woodstock e Choacella), costumi e persino abitudini alimentari. È un simbolo, un’impronta, un segno distintivo che vuole diffondere positività e libertà. Tutti noi abbiamo sicuramente presente ciò di cui stiamo parlando e soprattutto il genere di abbigliamento al quale ci riferiamo: jeans a zampa e zeppe, abiti off shoulder e crop top, ed ovviamente il nostro protagonista di oggi, la stampa tie-dye!

              

Originalmente questa tipologia d’uso del colore è chiamata tintura di riserva e nacque probabilmente da degli errori commessi durante la fase di fissaggio della tinta: se sul tessuto erano presenti macchie di grasso o cera, oppure se i fili erano intrecciati in modo troppo stretto tra loro il colore non aderiva al tessuto e creava questi effetti che oggi vengono creati apposta per decorare i nostri capi.

Questa tecnica viene usata da secoli in Asia, India e in varie tribù africane ed i primissimi ritrovamenti risalgono all’antico Egitto quando, nel IV sec., vennero portati alla luce i bendaggi delle antiche mummie; questi presentavano difatti parti non attaccate dal degrado del corpo perché imbevute in cere ed olii i quali fecero in modo che il colore non aderisse al tessuto.

Dopo questo breve tuffo nel passato è bene ricordare cos’è che rende questa tecnica così speciale: l’unicità! Ogni pezzo avrà qualcosa, una sfumatura, una degradazione di colore, diversa da tutti gli altri ed irripetibile!

Scegliere o creare un capo con tecnica tie-dye significa scegliere ed abbracciare non solo una moda, ma uno stile con un significato profondo, un simbolo di libertà e distinzione.